Verona, 20 dicembre 2017

Antenne abusive sulle Torricelle, la posizione del Comitato


A una settimana dal sequestro preventivo sugli impianti della II Torricella Massimiliana il “Comitato contro le antenne sulle Torricelle” chiarisce alcuni aspetti della vicenda

In seguito alla disposizione della Procura di Verona, il 13 dicembre la Guardia di Finanza ha sequestrato le antenne poste sulla II Torricella Massimiliana. Da allora sono molte le persone che si sono pronunciate sul provvedimento, con posizioni e pareri discordanti.

Alla luce di questo, il “Comitato contro le antenne sulle Torricelle”, nato proprio per denunciare questa situazione di illegalità, chiarisce alcuni aspetti della vicenda.

 “In questi giorni – spiega il Comitato – in molti hanno sottolineato come questo provvedimento sia eccessivo. Ci teniamo a ricordare, però, che la vicenda si trascina da oltre 30 anni e che la soluzione si sarebbe dovuta trovare già da molto tempo. Le emittenti che trasmettono da questa area, sottoposta a vincoli di tutela paesaggistica e monumentale, operano nella totale illegalità. Già nel 1980, l’allora Intendenza di Finanza diffidò il Comune affinché si attivasse per la demolizione delle installazioni abusive e per il ripristino dello stato dei luoghi. Successivamente la Soprintendenza, in seguito ad alcuni accertamenti sulla Torricella, ha ribadito il parere di assoluta incompatibilità di queste infrastrutture con i principi di tutela e conservazione dell’edificio storico e dell’area di pertinenza, auspicando una veloce e totale rimozione di tutti gli impianti. A marzo la Soprintendenza, ai sensi dell’articolo 160 comma 1 del decreto legislativo 22.01.04 n. 42, imponeva il “ripristino dello stato dei luoghi”. Il 14 novembre 2017 è stato emanato il decreto definitivo in cui si impone al Comune la demolizione di tutte le opere abusive. Di fronte a questa situazione di conclamata illegalità, di cui Istituzioni e classe politica sono a conoscenza da oltre 30 anni, non possiamo certo rimanere sorpresi dall’intervento della Procura; era un atto dovuto!”.

Per quanto riguarda l’eventuale accordo tra le emittenti e il Demanio ci sono alcuni punti che, in questa settimana, non sono stati affrontati in modo chiaro. “L’accordo tra gli antennisti e il Demanio di cui si è parlato negli ultimi giorni – prosegue il Comitato – può sanare solamente gli aspetti legati all’occupazione abusiva dello spazio negli anni passati. Il traliccio di 75 metri presente nell’area, su cui le emittenti vorrebbero spostare le loro parabole e antenne, deve essere tassativamente demolito; il traliccio oltre ad essere completamento abusivo è stato realizzato in totale violazione delle norme urbanistiche e dei vincoli presenti. Tutti gli impianti e tutti i tralicci devono essere demoliti e  spostati in altro luogo; non c’è altra soluzione!”.

Il Comitato non è indifferente alla situazione dei lavoratori delle emittenti colpite dalla vicenda, così come non mette in discussione l’importanza del servizio pubblico per i cittadini. “Siamo felici – conclude il Comitato – che il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli si sia interessato alla vicenda. Il servizio pubblico non è in discussione. Quello che non si può più tollerare è la situazione di abusivismo che si trascina da oltre 30 anni. Ci teniamo a precisare che l’eventuale situazione di disagio che potrebbe venirsi a creare a seguito del provvedimento della Procura è una conseguenza dell’illegalità in cui hanno operato le emittenti e dell’assoluto immobilismo delle Istituzioni che non hanno mai voluto risolvere questa situazione.

A seguito del provvedimento della Procura, del decreto della Soprintendenza e della posizione di Agsm, il Comitato chiede l’intervento immediato del Comune di Verona affinché ordini la demolizione di tutte le opere abusive, traliccio compreso e, il ripristino dello stato del luogo, così come previsto dalla legge. Ci auguriamo che tutti possano proseguire nelle loro attività, consapevoli che il rispetto delle regole è alla base del vivere comune di una comunità. Il nostro obiettivo è quello di poter presto restituire ai veronesi questo luogo della colline di Verona”.